Approfondimento editoriale

rTMS e Visual Snow: il caso di Siena

Il protocollo applicato, le tre misure che si muovono insieme e perché un caso singolo non dimostra che la stimolazione funzioni.

Profilo stilizzato di una testa con una bobina a otto appoggiata sopra e cerchi concentrici che si propagano verso l'interno.
In questo articolo
  1. 01Che cosa è stato fatto, esattamente
  2. 02Perché è comunque una buona notizia
  3. 03Perché non dimostra che la rTMS funzioni
  4. 04Che cosa servirebbe adesso, in ordine
  5. 05Se stai pensando di cercare la rTMS
  6. 06Le fonti di questo articolo

Ad aprile 2026 un gruppo dell'Università di Siena ha pubblicato il caso di una ragazza di diciotto anni con Visual Snow Syndrome che, dopo due settimane di stimolazione magnetica transcranica, ha riferito un miglioramento. La notizia è circolata molto. Vale la pena leggerla per intero, perché è una buona notizia e non è quella che i titoli hanno raccontato.

Che cosa è stato fatto, esattamente

Il protocollo applicato nel caso pubblicato dall’Università di Siena

Elemento

Valore

Partecipanti

Una persona, donna, diciotto anni

Situazione di partenza

Nessuna risposta né a lamotrigina né a topiramato

Bersaglio

Lobulo parietale superiore, bilaterale

Frequenza

1 Hz, stimolazione a bassa frequenza

Intensità

Individualizzata sulla soglia dei fosfeni

Durata

Dieci sedute quotidiane, cinque a settimana per due settimane

Esito riferito

Miglioramento soggettivo dei sintomi

Misure strumentali

Ridotta connettività a riposo fra lobulo parietale superiore e giro linguale; riduzione della potenza in banda gamma parieto-occipitale

Perché è comunque una buona notizia

Tre ragioni, e nessuna è «funziona».

  • Le tre misure si muovono insieme. Il racconto della paziente, la risonanza funzionale e l'elettroencefalogramma vanno nella stessa direzione. Un miglioramento riferito senza correlato strumentale sarebbe stato molto più debole.

  • Il bersaglio dice qualcosa. Il lobulo parietale superiore non è un'area visiva: è l'area che integra quello che si vede con la posizione del corpo e con l'attenzione. Sceglierlo significa scommettere che la Visual Snow non sia il guasto di un pezzo ma un difetto nel modo in cui più aree comunicano.

  • È competenza italiana, documentata. Non è un servizio clinico aperto, ma è un gruppo che sulla sindrome ha lavorato e pubblicato, in un paese dove non esiste un centro accreditato per questa condizione.

Perché non dimostra che la rTMS funzioni

Non è nemmeno il primo tentativo. Uno studio pilota del 2020 su nove partecipanti aveva già provato la stimolazione con una condizione sham, e un protocollo in aperto pubblicato nel 2021 ha impostato il lavoro successivo su un bersaglio diverso — il giro linguale, che è un'area visiva. Le risposte, dove ci sono state, sono state variabili.

Due gruppi che scelgono due bersagli diversi non è un dettaglio tecnico: è la domanda aperta più importante del campo. Finché non si sa dove puntare, gli studi non si sommano fra loro.

Che cosa servirebbe adesso, in ordine

  • Uno studio controllato con stimolazione sham: finché non si confronta la stimolazione vera con una finta, parte del miglioramento resta attribuibile all'attesa e all'attenzione ricevuta.

  • Una risposta su dove puntare, perché oggi due gruppi seri hanno scelto due aree diverse.

  • Una misura dell'esito che non dipenda solo dal racconto, altrimenti i risultati non sono confrontabili fra centri.

  • Un follow-up lungo: quanto duri l'effetto, e se serva un richiamo, oggi non lo sa nessuno.

Se stai pensando di cercare la rTMS

La stimolazione magnetica transcranica è una tecnica approvata per altre indicazioni ed è disponibile in vari centri. Questo significa che è tecnicamente possibile chiederla per la Visual Snow, e significa anche che chi te la offrisse come trattamento della sindrome starebbe andando oltre quello che i dati sostengono.

Sulla neuromodulazione e sugli altri approcci sperimentali abbiamo una pagina intera: come funzionano, e la pagina gemella su quanto sono solidi i dati, studio per studio.

Le fonti di questo articolo

Ogni affermazione clinica qui sopra viene da uno di questi lavori. Dove il numero di partecipanti è piccolo, lo abbiamo scritto: è la parte che decide quanto pesa il risultato.