Archivio · Articolo su rivista · 2023

Dinamica delle reti cerebrali nelle persone con sindrome della neve visiva

Brain network dynamics in people with visual snow syndrome.

Myrte Strik, Meaghan Clough, Emma J. Solly, Rebecca Glarin, Owen White, Scott Kolbe, Joanne Fielding

Human Brain Mapping, vol. 44 (5), pp. 1868-1875

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In italiano

Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.

In breve

Quaranta pazienti e sessanta controlli a 7 Tesla. Non guarda quanto le aree sono connesse ma quanto quella connessione cambia nel tempo: nei pazienti varia di meno. E il dato si lega alle misure dei movimenti oculari già in archivio.

Spiegato con parole semplici

Gli studi di connettività di solito misurano quanto due aree cerebrali lavorano insieme, come fosse una fotografia. Questo studio misura invece quanto quella collaborazione cambia nel corso dell'esame: non la fotografia ma il film.

Quaranta pazienti e sessanta controlli sani sono stati esaminati con risonanza a riposo a 7 Tesla. Da lì sono state calcolate alcune proprietà della rete cerebrale: quanto è integrata, quanto è divisa in moduli separati, quanto sono connessi i vicini di ciascun nodo e quanto ciascun nodo è importante nella rete.

Nei pazienti la variazione nel tempo di due di queste proprietà — la suddivisione in moduli e la connessione locale — era ridotta, in più regioni corticali e sottocorticali, concentrate attorno ai lobuli occipitali e parietali. Detto in modo semplice: la rete cerebrale dei pazienti si riorganizza meno di quella dei controlli.

Il collegamento più interessante è con un altro filone di ricerca. La dinamica della corteccia occipitale laterale correlava con la riduzione dei tempi di risposta oculare — cioè con quella «firma oculomotoria» già documentata da altri studi in questo archivio. Due metodi completamente diversi che si incontrano sullo stesso fenomeno.

Un ultimo risultato: nei pazienti i nodi occipitali, parietali e motori appartenevano più spesso allo stesso modulo, e meno spesso allo stesso modulo delle regioni temporali e frontali. La rete è insomma organizzata in modo diverso, non solo meno variabile.

Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti

Metodo. Studio caso-controllo con risonanza a riposo ad alta risoluzione a 7 Tesla. Quaranta pazienti con sindrome della neve visiva e sessanta controlli sani. Calcolate matrici di connettività funzionale, da cui sono derivate efficienza globale (integrazione della rete), modularità (segregazione), efficienza locale (connessione dei vicini) e centralità autovettoriale (importanza del nodo), con approccio dinamico, cioè valutando le fluttuazioni temporali durante l'acquisizione. Le regioni con differenza significativa sono state correlate con le metriche oculomotorie aberranti note nella sindrome. Studiata infine la co-modularità nodale.

Risultati. Nei pazienti: modularità, centralità sopramarginale ed efficienza locale dinamiche più basse in più regioni corticali e sottocorticali, centrate su lobuli occipitali e parietali. La dinamica dell'efficienza locale della corteccia occipitale laterale correlava positivamente con la riduzione delle latenze prosaccadiche (p = 0,041; r = 0,353). Nodi occipitali, parietali e motori appartenevano più spesso allo stesso modulo, con co-modularità nodale ridotta rispetto a regioni temporali e frontali.

Limiti. La correlazione con le metriche oculomotorie è debole (r = 0,353, che spiega circa un ottavo della variabilità) e il valore di probabilità è vicino alla soglia convenzionale; l'abstract non riporta se sia stata applicata una correzione per i confronti multipli, che in un'analisi su molte misure di rete e molte regioni sono numerosi. I gruppi sono sbilanciati per numerosità. L'approccio dinamico è metodologicamente recente e la stabilità delle sue misure è meno consolidata di quella delle misure statiche. Disegno trasversale.

Livello di evidenza. Caso-controllo di neuroimmagini a campo ultra-alto su campione ampio per il settore. La convergenza con i dati oculomotori è il suo contributo più interessante, pur con una correlazione modesta.

Abstract originale

L'abstract esiste ma non lo riproduciamo: i diritti su questo lavoro sono solo metadati ripubblicabili, e ripubblicarlo sarebbe una violazione del copyright. Si legge sul sito dell'editore

Dati bibliografici

Tipo
Articolo su rivista
Revisione paritaria
Sottoposto a revisione paritaria
Accesso
Accesso aperto
Riutilizzo
Solo metadati ripubblicabili (cc-by-nc-nd)
Citazioni registrate
6
DOI
10.1002/hbm.26176
PMID
36478470
PMCID
PMC9980880
OpenAlex
W4310938247

Autori

  1. Myrte Strikautore di riferimentoORCID 0000-0001-8995-9899The University of Melbourne
  2. Meaghan CloughORCID 0000-0001-5962-3681Monash University
  3. Emma J. SollyORCID 0000-0002-5241-6572Monash University
  4. Rebecca GlarinORCID 0000-0003-0343-8537The University of Melbourne
  5. Owen WhiteORCID 0000-0002-2836-7344Monash University
  6. Scott KolbeORCID 0000-0003-4685-1380Monash University
  7. Joanne FieldingORCID 0000-0002-1131-0587Monash University

Come citare questo lavoro

Myrte Strik, Meaghan Clough, Emma J. Solly, et al.. Brain network dynamics in people with visual snow syndrome.. Human Brain Mapping. 2023;44(5):1868-1875. doi:10.1002/hbm.26176

Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.

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