Archivio · Articolo su rivista · 2021

Aumento localizzato della perfusione cerebrale nella sindrome della neve visiva: studio con marcatura arteriosa di spin

Localised increase in regional cerebral perfusion in patients with visual snow syndrome: a pseudo-continuous arterial spin labelling study.

Francesca Puledda, Christoph J. Schankin, O'Daly O, Owen O’Daly, Dominic ffytche, Ozan Eren, Nazia Karsan, Steven Williams, Fernando Zelaya, Peter J. Goadsby

Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry, vol. 92 (9), pp. 918-926

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In italiano

Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.

In breve

Ventiquattro pazienti studiati con una tecnica che misura il flusso di sangue senza mezzo di contrasto. Il flusso risulta aumentato in una rete estesa di aree, allo stesso modo a riposo e durante uno stimolo visivo: è quella somiglianza fra le due condizioni a suggerire una firma stabile del disturbo.

Spiegato con parole semplici

La marcatura arteriosa di spin è una tecnica di risonanza che misura quanto sangue arriva alle diverse aree del cervello, senza bisogno di iniettare nulla. Serve a capire quali zone lavorano di più.

Ventiquattro persone con la sindrome e altrettanti volontari sani appaiati per genere ed età sono stati esaminati in due condizioni presentate in ordine casuale: guardando uno schermo vuoto a riposo, e guardando uno stimolo visivo costruito per riprodurre le caratteristiche principali della neve visiva.

Nei pazienti il flusso risultava più alto che nei controlli in una rete cerebrale ampia: cuneo e precuneo di entrambi i lati, corteccia motoria supplementare, corteccia premotoria e corteccia cingolata posteriore, oltre alla corteccia uditiva primaria sinistra, al giro fusiforme e al cervelletto.

Il dato interessante è che queste aree erano in gran parte le stesse sia quando i pazienti erano a riposo sia quando guardavano lo stimolo simile alla neve visiva. Un quadro così diffuso e così simile nelle due condizioni suggerisce, secondo gli autori, una firma neurofisiologica della neve visiva: qualcosa che c'è sempre, non solo quando il cervello viene sollecitato.

Una differenza fra le due condizioni però c'è: durante la stimolazione visiva il flusso nell'insula destra era aumentato nei pazienti rispetto ai controlli. L'insula si occupa fra l'altro di elaborare i segnali che vengono dall'interno del corpo, e gli autori leggono questo dato come una differenza nel modo di elaborare la percezione costante di un input visivo alterato.

La conclusione è che i pazienti abbiano differenze marcate nel modo in cui il cervello elabora gli stimoli visivi, il che conferma la base neurobiologica della condizione.

Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti

Metodo. Studio caso-controllo con risonanza magnetica e mappe di flusso ematico cerebrale regionale a cervello intero ottenute con marcatura arteriosa di spin pseudo-continua. Ventiquattro pazienti con sindrome della neve visiva e altrettanti volontari sani appaiati per genere ed età. Due condizioni presentate in ordine casuale: paradigma visivo con stimolo simile alla neve visiva e schermo vuoto a riposo.

Risultati. Flusso regionale più alto nei pazienti su una rete estesa: cuneo e precuneo bilaterali, corteccia motoria supplementare, corteccia premotoria, corteccia cingolata posteriore, corteccia uditiva primaria sinistra, giro fusiforme e cervelletto. Le aree erano in larga misura sovrapponibili nelle due condizioni. Durante la stimolazione visiva, flusso aumentato anche nell'insula destra, con un cambiamento legato al compito maggiore rispetto ai controlli.

Limiti. L'abstract non riporta valori statistici né il tipo di correzione per confronti multipli, che in un'analisi a cervello intero sono molti. La somiglianza fra le due condizioni è interpretata come firma stabile, ma è compatibile anche con una differenza di base non legata al compito, per esempio nello stato generale di attivazione o nell'ansia durante l'esame. Il coinvolgimento della corteccia uditiva primaria è notevole ma non discusso nell'abstract, e potrebbe legarsi all'acufene, frequente in questa popolazione ma non menzionato come variabile controllata. Disegno trasversale.

Livello di evidenza. Caso-controllo di neuroimmagini appaiato, di dimensioni adeguate per il campo, con doppia condizione sperimentale. Conferma la base biologica; non stabilisce meccanismi.

Abstract originale

L'abstract esiste ma non lo riproduciamo: i diritti su questo lavoro sono solo metadati ripubblicabili, e ripubblicarlo sarebbe una violazione del copyright. Si legge sul sito dell'editore

Dati bibliografici

Tipo
Articolo su rivista
Revisione paritaria
Sottoposto a revisione paritaria
Accesso
Accesso aperto
Riutilizzo
Solo metadati ripubblicabili (cc-by)
Citazioni registrate
31
PMCID
PMC8372400
PMID
34261750
DOI
10.1136/jnnp-2020-325881
OpenAlex
W3181793573

Autori

  1. Francesca Puleddaautore di riferimentoORCID 0000-0002-1933-4049King's College London
  2. Christoph J. SchankinORCID 0000-0003-4668-6098University Hospital of Bern
  3. O'Daly OCentre for Neuroimaging Sciences, Department of Neuroimaging, Institute of Psychiatry, Psychology and Neuroscience, King's College London, London, UK.
  4. Owen O’DalyORCID 0000-0001-5690-1252Wellcome Centre for Human Neuroimaging
  5. Dominic ffytcheORCID 0000-0002-4214-9642King's College London
  6. Ozan ErenORCID 0000-0002-5299-388XLMU Klinikum
  7. Nazia KarsanORCID 0000-0002-6946-5637King's College London
  8. Steven WilliamsORCID 0000-0003-4299-1941Wellcome Centre for Human Neuroimaging
  9. Fernando ZelayaORCID 0000-0002-9525-1560Wellcome Centre for Human Neuroimaging
  10. Peter J. GoadsbyORCID 0000-0003-3260-5904King's College London

Come citare questo lavoro

Francesca Puledda, Christoph J. Schankin, O'Daly O, et al.. Localised increase in regional cerebral perfusion in patients with visual snow syndrome: a pseudo-continuous arterial spin labelling study.. Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry. 2021;92(9):918-926. doi:10.1136/jnnp-2020-325881

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