Archivio · Caso clinico · 2026
Stimolazione magnetica transcranica ripetitiva per la sindrome della neve visiva: caso clinico
Repetitive transcranial magnetic stimulation for visual snow syndrome: symptoms relief and changes in brain dynamics. A case report.
Francesco Neri, De Monte D, David De Monte, Alberto Benelli, Alessandro Giannotta, Francesco Lomi, Lucia Monti, Adriano Scoccia, Giulia Stramucci, Alessia Bargagli, Alessandra Rufa, S. Rossi
Neurological Sciences, vol. 47 (5)
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In italiano
Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.
In breve
Una sola paziente, diciotto anni, non responsiva a lamotrigina e topiramato. Dopo dieci sedute di stimolazione riferisce un miglioramento, e risonanza ed elettroencefalogramma mostrano cambiamenti coerenti. Senza controllo né cecità, resta un indizio.
Spiegato con parole semplici
I trattamenti farmacologici per questa condizione hanno mostrato efficacia limitata. Questo caso descrive un tentativo diverso.
Chi. Una ragazza di diciotto anni con la sindrome, che non aveva risposto né alla lamotrigina né al topiramato — i due farmaci più spesso citati in letteratura.
Che cosa è stato fatto. Stimolazione magnetica transcranica ripetitiva a bassa frequenza, un metodo non invasivo che dall'esterno modula l'attività di un'area cerebrale. Il bersaglio era il lobulo parietale superiore di entrambi i lati; dieci sedute quotidiane su due settimane, con intensità calibrata su ciascuna persona in base alla soglia a cui la stimolazione produce fosfeni — lampi di luce percepiti senza che ci sia luce.
Valutazioni cliniche, risonanza magnetica funzionale ed elettroencefalogramma sono state eseguite prima e dopo.
Che cosa è successo. Durante il trattamento la soglia dei fosfeni è progressivamente aumentata — segno che la corteccia stava diventando meno eccitabile. Al termine la paziente ha riferito un miglioramento clinico.
Gli esami mostravano cambiamenti coerenti: connettività ridotta fra il lobulo parietale superiore e il giro linguale su entrambi i lati, e diminuzione della potenza nella banda gamma, soprattutto nella regione parieto-occipitale.
Gli autori ritengono che questi risultati sostengano l'ipotesi che una stimolazione inibitoria possa contribuire a ripristinare un'attività neurale fisiologica nelle reti visive.
Che cosa manca, e non è poco. Una paziente sola. Nessun gruppo di controllo, nessuna stimolazione finta con cui confrontare, nessuna cecità: la paziente sapeva di essere trattata e il miglioramento è riferito da lei. In una condizione a sintomi soggettivi, dieci sedute quotidiane di un trattamento nuovo e atteso producono miglioramenti anche senza effetto specifico. I cambiamenti misurati con risonanza ed elettroencefalogramma sono interessanti, ma sono anche ciò che la stimolazione a bassa frequenza fa comunque, indipendentemente dai sintomi: mostrano che il trattamento ha agito sul cervello, non che abbia agito sulla neve visiva. In archivio c'è già uno studio pilota sulla stimolazione della corteccia visiva, e resta vero che nessuno studio controllato su questa tecnica è ancora disponibile.
Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti
Genere. Caso clinico singolo.
Metodo. Paziente di diciotto anni con sindrome della neve visiva refrattaria a lamotrigina e topiramato, sottoposta a stimolazione magnetica transcranica ripetitiva a bassa frequenza (1 Hz) sul lobulo parietale superiore bilateralmente. Dieci sedute quotidiane, cinque giorni a settimana, con intensità di stimolazione individualizzata secondo la soglia dei fosfeni. Valutazioni cliniche, risonanza magnetica funzionale ed elettroencefalografia prima e dopo il trattamento.
Risultati. Durante l'intervento la soglia dei fosfeni è aumentata progressivamente nel corso dei giorni di trattamento. Dopo l'intervento la paziente ha riferito un miglioramento clinico soggettivo. La risonanza funzionale ha mostrato una riduzione della connettività funzionale a riposo fra lobulo parietale superiore e giro linguale bilateralmente; la densità spettrale di potenza all'elettroencefalogramma a riposo ha mostrato una diminuzione della potenza in banda gamma, in particolare nella regione parieto-occipitale. Interpretazione degli autori: la stimolazione inibitoria potrebbe contribuire a ripristinare un'attività neurale fisiologica nelle reti di elaborazione visiva.
Limiti. Un solo caso, senza gruppo di controllo, senza stimolazione simulata e senza cecità. L'esito clinico è soggettivo e autoriferito in un contesto di forte aspettativa: un ciclo intensivo di un trattamento nuovo produce miglioramenti riferiti anche in assenza di effetto specifico. Le variazioni strumentali documentano che la stimolazione ha modificato l'attività corticale — esito atteso della tecnica — e non costituiscono prova che tale modificazione abbia causato il miglioramento sintomatico. Non sono riportati durata del beneficio, follow-up né misure standardizzate di esito. La scelta del bersaglio parietale è motivata da ipotesi fisiopatologiche e non era stata validata prospetticamente.
Livello di evidenza. Caso clinico singolo con correlati strumentali. Genera l'ipotesi che il lobulo parietale superiore sia un bersaglio praticabile; per stabilire un'efficacia servirebbe uno studio controllato con stimolazione simulata, che per questa condizione non è ancora disponibile.
Abstract originale
L'abstract esiste ma non lo riproduciamo: i diritti su questo lavoro sono solo metadati ripubblicabili, e ripubblicarlo sarebbe una violazione del copyright. Si legge sul sito dell'editore
Dati bibliografici
- Tipo
- Caso clinico
- Revisione paritaria
- Sottoposto a revisione paritaria
- Accesso
- Ad accesso limitato
- Riutilizzo
- Solo metadati ripubblicabili
- PMID
- 41964805
- OpenAlex
- W7153605181
Autori
- Francesco Neriautore di riferimentoUniversity of Siena
- De Monte DDepartment of Medicine, Surgery and Neuroscience, Siena Brain Investigation and Neuromodulation Lab (Si-BIN Lab), Neurology and Clinical Neurophysiology Section, University of Siena, Siena, Italy.
- David De MonteUniversity of Siena
- Alberto BenelliORCID 0000-0002-1483-4650University of Siena
- Alessandro GiannottaORCID 0009-0005-3359-0814University of Siena
- Francesco LomiUniversity of Siena
- Lucia MontiORCID 0000-0002-9736-6564University of Siena
- Adriano ScocciaUniversity of Siena
- Giulia StramucciUniversity of Siena
- Alessia BargagliUniversity of Siena
- Alessandra RufaORCID 0000-0002-2254-2869University of Siena
- S. RossiUniversity of Siena
Come citare questo lavoro
Francesco Neri, De Monte D, David De Monte, et al.. Repetitive transcranial magnetic stimulation for visual snow syndrome: symptoms relief and changes in brain dynamics. A case report.. Neurological Sciences. 2026;47(5). doi:10.1007/s10072-026-09013-4
Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.
Da dove viene questa scheda
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