Archivio · Articolo su rivista · 2021
Valutazione diagnostica della neve visiva
Diagnostic Evaluation of Visual Snow.
Michael S. Vaphiades, Brendan Grondines, Kasey Cooper, Sean Gratton, Jennifer Doyle
Frontiers in Neurology, vol. 12, pp. 743608
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In italiano
Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.
In breve
Cinquantadue pazienti, tre centri, tutti gli esami possibili. Il risultato è liberatorio: gli esami risultano quasi sempre normali, e in una presentazione tipica bastano anamnesi accurata, visita neuro-oftalmologica e campo visivo. Il resto non serve.
Spiegato con parole semplici
Molte persone con la neve visiva finiscono per fare esami su esami, spesso costosi e ansiogeni, che poi risultano normali. Questo studio si è chiesto quali servano davvero.
Sono state riviste le cartelle di cinquantadue pazienti consecutivi seguiti fra il 2015 e il 2021 in tre istituzioni diverse. Di questi, otto soddisfacevano i criteri clinici per la sindrome. L'età andava dai sette ai settantanove anni, con una media di venticinque; ventidue uomini e trenta donne.
I numeri parlano da soli. La visione dei colori era normale nel novantadue per cento dei casi in cui è stata testata. L'esame del fondo oculare era normale nell'ottantotto per cento. La tomografia ottica della macula era normale nel cento per cento dei diciannove casi in cui è stata fatta. Il campo visivo era normale nell'ottantasei per cento. I potenziali evocati visivi erano normali in diciotto casi su diciannove. L'elettroretinografia a campo pieno era normale nell'ottantanove per cento, quella multifocale nel novantadue.
Un dettaglio importante: solo quattro pazienti spiegavano tutti gli esami elettrofisiologici anomali. Le anomalie non erano sparse: erano concentrate in pochissime persone.
Delle trentasette risonanze eseguite, ventinove erano normali. Un solo paziente mostrava una lesione lungo la via visiva — una neurite ottica.
La conclusione è pratica e va conosciuta: se la presentazione è tipica e gli esami di base sono normali, non serve un percorso diagnostico oltre un'anamnesi accurata, una visita neuro-oftalmologica e il campo visivo automatico. Solo se questi risultano alterati servono esami aggiuntivi.
Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti
Metodo. Revisione retrospettiva di cinquantadue pazienti consecutivi con neve visiva o sindrome, seguiti dal 2015 al 2021 in tre istituzioni. Raccolti dati anamnestici, reperti dell'esame obiettivo, test oftalmologici, elettrofisiologia e neuroimmagini.
Risultati. Otto dei cinquantadue soddisfacevano i criteri clinici per la sindrome. Età sette-settantanove anni, media venticinque (deviazione standard 14,0); ventidue maschi e trenta femmine. Visione dei colori testata in 51 casi, normale in 47 (92%). Fondo oculare esaminato in tutti i 52, normale in 46 (88%). Tomografia a coerenza ottica maculare normale in tutti i 19 casi in cui è stata eseguita (100%). Campo visivo automatico eseguito in 50 casi, normale in 43 (86%). Potenziali evocati visivi normali in 18 dei 19 casi (95%). Elettroretinografia a campo pieno in 28 casi, normale in 25 (89%); multifocale normale in 11 casi su 12 (92%). Quattro soli pazienti rendevano conto di tutti i test elettrofisiologici anomali. Risonanza eseguita in 37 casi, normale in 29 (78%); un solo paziente con lesione della via visiva (impregnazione del nervo ottico destro in neurite ottica).
Limiti. Revisione retrospettiva senza protocollo standardizzato: gli esami sono stati eseguiti su indicazione clinica, quindi i denominatori variano molto fra i test (da 12 a 52) e chi ha ricevuto un esame in più probabilmente aveva un quadro più sospetto. Solo otto pazienti su cinquantadue avevano la sindrome completa: le percentuali riguardano una popolazione mista di neve visiva e sindrome. Le percentuali di normalità dipendono dai criteri di lettura, non riportati. La raccomandazione conclusiva deriva da un'osservazione retrospettiva, non da uno studio prospettico su strategie diagnostiche alternative.
Livello di evidenza. Serie di casi retrospettiva multicentrica. Il valore è pratico: sostiene con numeri che, nella presentazione tipica, gli accertamenti estesi sono raramente informativi.
Abstract originale
L'abstract esiste ma non lo riproduciamo: i diritti su questo lavoro sono solo metadati ripubblicabili, e ripubblicarlo sarebbe una violazione del copyright. Si legge sul sito dell'editore
Dati bibliografici
- Tipo
- Articolo su rivista
- Revisione paritaria
- Sottoposto a revisione paritaria
- Accesso
- Accesso aperto
- Riutilizzo
- Solo metadati ripubblicabili (cc-by)
- Citazioni registrate
- 9
- PMCID
- PMC8481612
- PMID
- 34603194
- OpenAlex
- W3199257670
Autori
- Michael S. Vaphiadesautore di riferimentoUniversity of Alabama at Birmingham
- Brendan GrondinesUniversity of Alabama at Birmingham
- Kasey CooperORCID 0000-0003-0182-2287University of Alabama at Birmingham
- Sean GrattonUniversity of Missouri–Kansas City
- Jennifer DoyleORCID 0000-0002-8828-7725Little Rock Family Practice Clinic
Come citare questo lavoro
Michael S. Vaphiades, Brendan Grondines, Kasey Cooper, et al.. Diagnostic Evaluation of Visual Snow.. Frontiers in Neurology. 2021;12:743608. doi:10.3389/fneur.2021.743608
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