Archivio · Caso clinico · 2020

Neve visiva nel disturbo percettivo persistente da allucinogeni

[Visual snow in hallucinogen-persisting perception disorder].

Hannah Schatten, Nicole Eter, Nataša Mihailovic

Der Ophthalmologe, vol. 117 (11), pp. 1112-1115

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In italiano

Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.

In breve

Una paziente con sfarfallio permanente identico alla neve visiva, ma insorto subito dopo un mix di sostanze. La diagnosi non è sindrome della neve visiva: è disturbo percettivo persistente da allucinogeni. Stesso sintomo, causa diversa, percorso diverso.

Spiegato con parole semplici

Il caso riguarda una donna di ventiquattro anni inviata all'oculistica per uno sfarfallio permanente davanti a entrambi gli occhi, che lei stessa descriveva come la neve di un televisore. Era cominciato un anno e mezzo prima ed era percepito come molto disturbante.

Tutti gli accertamenti erano normali: acuità visiva, campo visivo e morfologia del segmento anteriore e posteriore erano regolari in entrambi gli occhi. Anche la valutazione neurologica, con risonanza magnetica dell'encefalo e potenziali evocati visivi, non mostrava anomalie. Fin qui, il quadro è indistinguibile da quello di chiunque abbia la sindrome della neve visiva.

Due elementi però cambiavano il quadro. La paziente soffriva di schizofrenia, insorta anch'essa un anno e mezzo prima; e sia questa sia lo sfarfallio erano comparsi subito dopo l'assunzione di un «cocktail» di sostanze composto da anfetamine, allucinogeni e alcol.

Messi insieme i dati, la diagnosi posta è stata disturbo percettivo persistente da allucinogeni di tipo II — una condizione distinta, in cui alterazioni percettive permangono a lungo dopo l'uso di sostanze. Le opzioni terapeutiche, scrivono gli autori, sono limitate e i sintomi spesso restano permanenti.

Perché questa scheda sta in un archivio sulla neve visiva. Non perché la neve visiva abbia a che fare con le droghe: la casistica clinica più ampia in archivio riporta che nessuno dei pazienti intervistati aveva assunto sostanze prima dell'esordio. Questo caso sta qui per la ragione opposta — mostra che sintomi identici possono avere origini diverse, e che la storia di quello che è successo prima dell'esordio è ciò che permette di distinguerle. È esattamente il tipo di causa alternativa a cui si riferisce il capitolo sulla diagnosi differenziale presente in archivio.

Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti

Genere. Caso clinico singolo, pubblicato in tedesco su rivista oftalmologica; il titolo in archivio è la traduzione.

Metodo. Descrizione di una paziente di ventiquattro anni inviata al reparto per sfarfallio permanente bilaterale, descritto come neve televisiva, esordito un anno e mezzo prima.

Risultati. Acuità visiva, campo visivo e morfologia del segmento anteriore e posteriore bilateralmente nella norma. Valutazione neurologica con risonanza magnetica encefalica e potenziali evocati visivi da pattern senza anomalie. Anamnesi positiva per schizofrenia, insorta anch'essa un anno e mezzo prima, direttamente dopo l'assunzione di un «cocktail» di anfetamine, allucinogeni e alcol. Diagnosi conclusiva: disturbo percettivo persistente da allucinogeni di tipo II. Gli autori segnalano opzioni terapeutiche limitate e sintomi spesso permanenti.

Limiti. Caso singolo. La coincidenza temporale fra assunzione di sostanze, esordio psicotico e disturbo visivo è compatibile con un rapporto causale ma non lo dimostra, e la presenza simultanea di schizofrenia rende difficile attribuire i fenomeni visivi a una sola causa. La distinzione fra questa condizione e la sindrome della neve visiva si fonda in larga parte sull'anamnesi di uso di sostanze, cioè su un dato autoriferito, in assenza di un esame che separi le due diagnosi. La classificazione in tipo II segue una nosografia specifica non universalmente adottata.

Livello di evidenza. Caso singolo, valore illustrativo per la diagnosi differenziale. Non fornisce alcun dato sulla frequenza con cui i due quadri vengono confusi.

Abstract originale

L'abstract esiste ma non lo riproduciamo: i diritti su questo lavoro sono solo metadati ripubblicabili, e ripubblicarlo sarebbe una violazione del copyright. Si legge sul sito dell'editore

Dati bibliografici

Tipo
Caso clinico
Revisione paritaria
Sottoposto a revisione paritaria
Accesso
Ad accesso limitato
Riutilizzo
Solo metadati ripubblicabili
Citazioni registrate
4
DOI
10.1007/s00347-020-01056-y
PMID
32076839
OpenAlex
W3007095464

Autori

  1. Hannah Schattenautore di riferimentoORCID 0000-0002-9388-7231University Hospital Münster
  2. Nicole EterORCID 0000-0001-5617-346XUniversity Hospital Münster
  3. Nataša MihailovicORCID 0000-0001-6747-4751University Hospital Münster

Come citare questo lavoro

Hannah Schatten, Nicole Eter, Nataša Mihailovic. [Visual snow in hallucinogen-persisting perception disorder].. Der Ophthalmologe. 2020;117(11):1112-1115. doi:10.1007/s00347-020-01056-y

Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.

Da dove viene questa scheda

  • Europe PMC"visual snow" AND (electrophysiology OR VEP OR EEG)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow"gruppo Nucleo · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (electrophysiology OR VEP OR EEG)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (treatment OR therapy OR pharmacological)gruppo Clinica · 3 agosto 2026
  • PubMed"palinopsia"gruppo Fenomeni correlati · 3 agosto 2026
  • PubMed"visual snow"gruppo Nucleo · 4 agosto 2026
  • PubMed"visual snow" AND (electrophysiology OR VEP OR EEG)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • PubMed"visual snow" AND (neuroimaging OR fMRI OR PET OR MRI)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • PubMed"visual snow" AND (treatment OR therapy OR pharmacological)gruppo Clinica · 3 agosto 2026

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