Archivio · Tipo non classificato · 2018
Visione pixelata persistente nonostante un film stereoscopico tridimensionale: caso clinico
148 Visual Snow Defeats Guardians of the Galaxy Volume 2: Unremitting Pixelation Despite Three-Dimentional Stereoscopic Film
Kanchan S Prashar, Abraham M Titus, Vishal Kinkhabwala, Alan R. Hirsch
CNS Spectrums
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In italiano
Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.
In breve
Attenzione a come si legge. Il paziente descritto ha allucinazioni uditive, è in trattamento con numerosi antipsicotici e non soddisfa i criteri della sindrome della neve visiva: negava palinopsia, fotofobia e acufene. Stessa parola, fenomeno diverso.
Spiegato con parole semplici
Questa scheda richiede una premessa. Il caso è pubblicato in ambito psichiatrico e usa l'espressione «visual snow» per descrivere il sintomo di una persona con un quadro psicotico. Poiché la confusione fra neve visiva e disturbo psichiatrico è precisamente l'equivoco che ha fatto più danni a chi ha questa condizione, vale la pena essere precisi su che cosa il caso descrive.
Il caso. Un uomo di ventotto anni riferiva che da tre anni tutta la sua visione era pixelata, su tutto il campo visivo, con puntini bianchi e grigi. I puntini non cambiavano con l'illuminazione, con lo sfondo, con i movimenti del capo, con la stanchezza o con le emozioni. Sparivano chiudendo entrambi gli occhi ma persistevano guardando con un occhio solo. Il fenomeno era stato sporadico nel primo anno e continuo nei due successivi.
Due settimane dopo l'esordio erano comparse allucinazioni uditive e ipersensibilità ai suoni, aumentate fino a centinaia di episodi al giorno. Il paziente negava palinopsia, emicrania, acufene e fotofobia. All'esame risultavano ridotta produzione verbale, affettività appiattita, concentrazione compromessa, pensieri accelerati e allucinazioni uditive e visive in atto. Un lungo elenco di farmaci, in prevalenza antipsicotici, non aveva modificato il quadro.
Tutti gli accertamenti oculistici erano normali, così come risonanza, elettroencefalogramma, potenziali uditivi ed esami ematici. Lenti e filtri non avevano effetto. L'elemento riportato come nuovo è che i puntini persistevano anche guardando un film in tre dimensioni.
Perché non è sindrome della neve visiva. I criteri diagnostici richiedono, oltre alla neve visiva, almeno due sintomi fra palinopsia, fenomeni entoptici accentuati, fotofobia e nictalopia. Questo paziente negava esplicitamente palinopsia e fotofobia, e negava anche l'acufene, così frequente nella sindrome. I criteri richiedono inoltre che i sintomi non siano meglio spiegati da un altro disturbo, e qui il fenomeno visivo compare in parallelo alle allucinazioni uditive, con la stessa frequenza e intensità, in una persona con un quadro psicotico in trattamento.
Gli autori stessi non parlano di sindrome: propongono che una ipereccitabilità cerebrale generalizzata possa produrre insieme allucinazioni uditive e visive.
Che cosa se ne ricava, e che cosa no. Non se ne ricava che la neve visiva sia un fenomeno psichiatrico: se ne ricava che una descrizione simile può comparire in quadri diversi, e che i criteri servono proprio a distinguerli. Vale l'avvertimento del capitolo sulla diagnosi differenziale presente in archivio: attribuire l'etichetta a chiunque veda puntini è un errore, in entrambe le direzioni.
Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti
Genere. Abstract di poster presentato a un congresso di psichiatria, pubblicato in supplemento. Formato brevissimo, non sottoposto alla revisione di un articolo completo. Il titolo originale contiene un riferimento a un film di successo; il titolo in archivio è stato reso in forma descrittiva.
Metodo. Caso clinico singolo. Uomo di ventotto anni, con visione pixelata su tutto il campo visivo insorta tre anni prima della presentazione.
Risultati riportati. Puntini bianchi e grigi, descritti dal paziente come circa diecimila elementi piatti di un millimetro per un millimetro, invariati al variare dell'intensità luminosa, dello sfondo, dei movimenti del capo, dello stato emotivo e della stanchezza; scomparsa alla chiusura di entrambi gli occhi, persistenza in visione monoculare con ciascun occhio. Andamento sporadico nel primo anno, continuo nei due successivi. Comparsa di allucinazioni uditive e iperacusia due settimane dopo l'esordio visivo, con aumento fino a 500-600 episodi al giorno. Negati palinopsia, emicrania, acufene e fotofobia. Esame psichiatrico: ipoverbalità, affettività appiattita, concentrazione compromessa, pensieri accelerati, allucinazioni uditive e visive in atto, assenza di ideazione suicidaria o omicidiaria; memoria 2 oggetti su 4 a tre minuti, 3 su 4 con facilitazione; interpretazione concreta delle analogie. Acuità visiva 20/20 in entrambi gli occhi, esame retinico normale, pressione intraoculare nella norma, perimetria computerizzata normale, convergenza prossimale normale. Lenti e prismi filtranti senza effetto. Risonanza encefalica, elettroencefalogramma, potenziali evocati uditivi del tronco, test di funzionalità epatica e tiroidea, emocromo, vitamina B12 e folati normali. Angio-risonanza: lieve ipoplasia dell'arteria vertebrale destra distale. Trattamento con numerosi farmaci, in prevalenza antipsicotici, senza modifica del quadro.
Perché il caso non soddisfa i criteri della sindrome. I criteri richiedono almeno due sintomi aggiuntivi fra palinopsia, fenomeni entoptici accentuati, fotofobia e nictalopia: il paziente negava esplicitamente palinopsia e fotofobia. Richiedono inoltre che i sintomi non siano meglio spiegati da un altro disturbo, mentre qui il fenomeno visivo è descritto come parallelo per frequenza e intensità ad allucinazioni uditive in un quadro psicotico in trattamento. Gli autori non pongono diagnosi di sindrome e ipotizzano un'ipereccitabilità cerebrale generalizzata.
Limiti. Caso singolo in formato congressuale. La descrizione quantitativa dei puntini è una stima del paziente, non una misura: gli studi psicofisici in archivio, che misurano dimensione e densità con protocolli dedicati, riportano valori espressi in primi e secondi d'arco e non sono confrontabili con questa. L'osservazione sul film tridimensionale riguarda una sola esposizione in una sola persona. Il reperto vascolare all'angio-risonanza è di riscontro incidentale e non collegato ai sintomi. La proposta terapeutica finale — agenti che riducono l'ipereccitabilità corticale — è una congettura degli autori, non un risultato di questo caso.
Livello di evidenza. Caso clinico singolo in abstract congressuale. Rilevante per la diagnosi differenziale, non come documentazione della sindrome della neve visiva.
Abstract originale
Testo degli autori, riprodotto perché la licenza lo consente (Abstract ripubblicabile).
Abstract Introduction Pixelated vision or visual snow has been associated with schizophrenia (Silverstein 2011). The impact of viewing a 3D motion picture on such a visualphenomenon has not heretofore been described. Method Case Study: A 28 year old right handed single male three years prior to presentation noticed that all his vision was pixelated. The pixelated vision is panoramic, involving the entire visual field. The pixels are characterized by 10,000 flat white and gray dots measuring 1mm x 1mm. No changes in color, shape, or size were noted in high and low intensity light. White, dark, gray, or multicolored backgrounds had no effect on his vision. The visual distortions are not impacted by head movements, emotions, degree of tiredness, driving, or his hedonic perception of the object being visualized. The pixels were noted to disappear upon closure of both eyes but persisted during monocular vision with either eye. These visual hallucinations were sporadic during the first year and became continuous over the following two years. Two weeks after onset ofpixelated vision he developed auditory hallucinations and hyperacusis. These increased in intensity and frequency to 500-600 times per day. He denied palinopsia, migraines, tinnitus, and photophobia. These hallucinations persisted despite treatment with aripiprazole, paliperidone, lurasidone, olanzapine, clozapine, ziprasidone, benztropine, bupropion, lamotrigine, modafinil, trazodone, atomoxetine, and amphetamine. Results Abnormalities in Examination: Hypoverbal, blunted affect, impaired concentration, preoccupied with racing thoughts. Admitted to actively having auditory and visualhallucinations, without suicidal or homicidal ideations. Memory testing: Able to recall 2 out of 4 objects in 3 minutes and 3 out of 4 with reinforcement. Similarities interpreted concretely. Visual Acuity: 20/20 OU. Retinal examination: Normal. Intraocular Pressure: 19 mm OD, 20 mm OS (normal). Automotive Perimetry Testing: Normal. Cover/Uncover: Normal. Near Convergence: 3 inches (normal). Lens or filtered prism have no effect on visual snow. MRI of his brain, EEG, BAER, liver function tests, CBC, vitamin B12, folate, and thyroid function tests were normal. MRA: mild hypoplasia of distal right vertebral artery. Discussion Visual snow has been anecdotally described as static, continuous, and independent of the specific visual environment (McKendrick, 2017). However, thepersistence of visual snow in the presence of 3D movies has never been reported. The visual snow paralleled auditory hallucinations and hyperacusis in frequency and intensity, which suggests there may be generalized hyperexcitability of the brain inducing both auditory and visual hallucinations. Agents that reduce cortical hyperexcitability (i.e., anticonvulsants, anxiolytics) may have efficacy. Treatment with these agents has been described (Ghannam, 2017), warrants further investigation. Funding Acknowledgements No funding.
Dati bibliografici
- Tipo
- Tipo non classificato
- Revisione paritaria
- Revisione non verificata
- Accesso
- Accesso aperto
- Riutilizzo
- Abstract ripubblicabile
- Citazioni registrate
- 2
- OpenAlex
- W2808848822
Autori
- Kanchan S Prasharautore di riferimentoAvalon University School of Medicine
- Abraham M TitusAvalon University School of Medicine
- Vishal KinkhabwalaAvalon University School of Medicine
- Alan R. HirschORCID 0000-0001-8588-9352Smell & Taste Treatment and Research Foundation
Come citare questo lavoro
Kanchan S Prashar, Abraham M Titus, Vishal Kinkhabwala, et al.. 148 Visual Snow Defeats Guardians of the Galaxy Volume 2: Unremitting Pixelation Despite Three-Dimentional Stereoscopic Film. CNS Spectrums. 2018. doi:10.1017/s1092852918000421
Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.
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