Archivio · Tesi · 2018
Aspetti differenziali della visione spaziale nella degenerazione maculare e nella neve visiva: tesi di dottorato
Differential aspects of spatial vision in subjects presenting with either macular degeneration or visual snow
Ruszkowski Alissa
City Research Online (City University London)
In italiano
Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.
In breve
Tesi di dottorato, e la neve visiva ne è solo una parte. Sei pazienti: acuità e immagini postume normali, ma il recupero pupillare dopo uno stimolo colorato era rallentato in tre di loro — cioè in metà.
Spiegato con parole semplici
Che cosa è questo documento. Una tesi di dottorato depositata nell'archivio aperto di un'università londinese. Non è un articolo sottoposto a revisione fra pari, e la neve visiva ne occupa una parte soltanto: il grosso riguarda la degenerazione maculare e gli effetti dell'invecchiamento sulla visione spaziale.
La parte che ci riguarda. In pazienti che sperimentano la neve visiva sono state misurate tre cose.
Due sono risultate normali: l'acuità misurata con un compito di riconoscimento di un'apertura, a qualunque durata dello stimolo, e la forza delle immagini postume colorate.
Sono due risultati negativi che si aggiungono a un elenco ormai lungo in archivio: la funzione visiva, nella maggior parte delle misure, non è compromessa.
Una invece no. Il recupero involontario della pupilla dopo una breve esposizione a stimoli colorati risultava rallentato in tre dei sei pazienti esaminati. L'autore osserva che l'assenza di un normale recupero pupillare è compatibile con segnali anormalmente lenti, che potrebbero avere un ruolo nella condizione.
Su questo va detto il limite prima del risultato: sei pazienti, e l'anomalia in tre. Non è una differenza fra gruppi — è una spaccatura a metà dentro un gruppo minuscolo. Con numeri così, tre su sei può descrivere un sottogruppo reale oppure semplicemente la variabilità normale. Un altro studio in archivio ha misurato le risposte pupillari in questa condizione trovando anch'esso alterazioni: due indizi convergenti, entrambi su casistiche piccolissime.
La conclusione dell'autore riguarda l'insieme della tesi: i test visivi avanzati possono servire a quantificare gli effetti dell'invecchiamento normale e a individuare i cambiamenti più precoci nelle malattie dell'occhio.
Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti
Genere. Tesi di dottorato depositata in archivio istituzionale ad accesso aperto. Non sottoposta a revisione fra pari. La sindrome della neve visiva è uno solo degli oggetti del lavoro, prevalentemente dedicato alla visione spaziale, all'invecchiamento e alla degenerazione maculare.
Metodo, per la parte pertinente. Valutazione della prestazione visiva in pazienti che sperimentano neve visiva: acuità in un compito di riconoscimento di apertura a diverse durate dello stimolo, forza delle immagini postume cromatiche, e recupero pupillare involontario dopo breve esposizione a stimoli cromatici.
Risultati, per la parte pertinente. Acuità a qualunque durata dello stimolo e forza delle immagini postume cromatiche risultate non alterate. Recupero pupillare involontario dopo breve esposizione a stimoli cromatici risultato ritardato in tre dei sei pazienti esaminati. Interpretazione dell'autore: l'assenza di un recupero pupillare normale è compatibile con segnali anormalmente lenti, che potrebbero contribuire alla condizione.
Limiti. Sei pazienti, con l'anomalia riscontrata in tre: non è un confronto fra gruppi ma una ripartizione interna a un campione minuscolo, e non è riportato alcun test statistico né un gruppo di controllo per questa misura specifica. Con sei osservazioni, una ripartizione a metà è compatibile sia con l'esistenza di un sottogruppo sia con la sola variabilità individuale. Non è descritto come sia stata posta la diagnosi né se fossero soddisfatti i criteri della sindrome. Documento non revisionato. I risultati negativi sull'acuità e sulle immagini postume, pur coerenti con il resto della letteratura, soffrono della stessa numerosità e non escludono differenze modeste.
Livello di evidenza. Studio esplorativo entro una tesi non revisionata. Contribuisce all'elenco delle funzioni visive che non risultano compromesse; il reperto pupillare è un indizio da verificare, convergente con altre osservazioni sulla pupilla presenti in archivio ma parimenti fondate su casistiche molto piccole.
Abstract originale
Testo degli autori, riprodotto perché la licenza lo consente (Abstract ripubblicabile).
The aim of this study was to investigate differential aspects of spatial vision in subjects presenting with macular degeneration and visual snow. Emphasis was placed on the effects of aging and/or ocular disease on binocular summation and the measurement of differences between the two eyes in a number of visual tasks. Accommodation performance was measured for both pre-presbyopic and presbyopic observers. The results showed no binocular advantage for either group for far or intermediate stimulus vergences. The effects of visual crowding upon visual acuity were tested using a Landolt C optotype with surrounding distractors. Binocular advantage was found to be higher along the line of sight and to decrease in the near periphery. The presence of distractors reduced visual resolution significantly at every eccentricity, with the effect becoming more pronounced in the periphery. The latter was observed for both monocular and binocular viewing conditions leading to the suggestion that the involvement of binocularly driven neurons may not be essential for visual crowding. The effects of healthy aging and ocular disease on spatial and chromatic vision were also investigated. It was found that stimulus presentation time in a gap acuity task affects visual acuity differently in patients with Age-related Macular Degeneration (AMD) when compared to normal subjects. The processing of briefly presented optotypes appears to be severely reduced in AMD patients. Visual performance was also investigated in patients who experience ‘visual snow’. While gap acuity at any stimulus duration and the strength of chromatic afterimages were found to be unaffected, involuntary pupil recovery following brief exposure to chromatic stimuli was found to be delayed in 3 of the 6 visual snow (VS) patients examined. The absence of a normal pupil recovery is consistent with abnormally slow signals that may also play a part in VS. The novel findings reported in this thesis suggest that advanced vision tests can be used to quantify the effects of normal aging and to detect and monitor the earliest changes in diseases of the eye.
Dati bibliografici
- Tipo
- Tesi
- Revisione paritaria
- Revisione non verificata
- Accesso
- Accesso aperto
- Riutilizzo
- Abstract ripubblicabile
- OpenAlex
- W2897441844
Autori
- Ruszkowski Alissaautore di riferimento
Come citare questo lavoro
Ruszkowski Alissa. Differential aspects of spatial vision in subjects presenting with either macular degeneration or visual snow. City Research Online (City University London). 2018.
Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.
Da dove viene questa scheda
- OpenAlex
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