Archivio · Tipo non classificato · 2025

Diagnosi ritardata di sindrome della neve visiva per erronea diagnosi di disturbo di conversione: caso clinico

Delayed diagnosis of Visual Snow Syndrome due to misdiagnosis as conversion disorder : a rare case report

L. S. Chaibi, Souheil Hallit, S. Majoul, M. Cheour, S. Ellini, M. Bouchendira, Feten Fekih‐Romdhane

European Psychiatry

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In italiano

Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.

In breve

Otto anni con una diagnosi psichiatrica sbagliata, dai nove ai diciassette. Terapia cognitivo-comportamentale senza alcun risultato, sintomi peggiorati, rendimento scolastico crollato. Ricevere la diagnosi giusta non l'ha guarita: le ha permesso di conviverci, e i voti sono risaliti.

Spiegato con parole semplici

Questo caso è la documentazione concreta di ciò che altre fonti in archivio segnalano come rischio.

La storia. A nove anni, senza alcun precedente medico, una ragazza tunisina comincia a vedere linee bianche a rete e persistenza anomala delle immagini su tutto il campo visivo. Consulta prima un oculista, poi un neurologo. Campo visivo, immagini retiniche ed esame oculistico: tutti normali. Elettroencefalogramma, esame del liquido cerebrospinale e risonanza magnetica cerebrale: nulla di anomalo.

A quel punto viene considerata un'origine psicogena e la paziente viene inviata allo psichiatra. Viene posta la diagnosi di disturbo neurologico funzionale. Segue una terapia cognitivo-comportamentale, senza alcun miglioramento.

Negli anni successivi consulta diversi psichiatri. I sintomi visivi non migliorano. Anzi, peggiorano gradualmente, con un impatto significativo sul rendimento scolastico. Compaiono sintomi nuovi: fenomeni entoptici, mosche volanti, puntini scintillanti, lampi luminosi, palinopsia, fotofobia. Si aggiunge un acufene.

A diciassette anni, davanti all'impasse terapeutica, è lo psichiatra curante a concludere che la paziente vada rimandata in neurologia e oculistica. Deve rifare tutti gli esami, che tornano ancora una volta senza anomalie. Il neurologo pone la diagnosi di sindrome della neve visiva.

Che cosa è successo dopo. Antiepilettici e farmaci per l'emicrania: inefficaci. Integratori per ridurre lo stress. Psicoterapia, con recupero parziale.

E poi la frase che conta: essere finalmente diagnosticata correttamente l'ha aiutata ad affrontare meglio i propri sintomi, e i suoi risultati scolastici sono migliorati in modo sostanziale.

La diagnosi non ha portato una cura — non ne esiste una. Ha portato una spiegazione, e quella è bastata a cambiare il modo in cui la paziente conviveva con i sintomi.

Perché questo caso sta qui. Gli autori della coorte tedesca presente in archivio avvertono che la frequente presenza di ansia e depressione in queste persone mantiene un rischio di stigmatizzazione psicosomatica. Questo caso mostra che cosa significa in pratica: otto anni, una terapia inefficace ripetuta, una ragazza convinta per tutta l'adolescenza che il problema fosse nella sua testa. Gli autori concludono che la sindrome vada presa in considerazione in qualsiasi paziente la cui visione sia continuamente pixelata.

Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti

Genere. Caso clinico singolo in forma di abstract congressuale, pubblicato in supplemento di rivista psichiatrica. Formato sintetico e meno verificabile di un articolo completo.

Metodo. Anamnesi clinica, valutazione neurologica e test visivi in una paziente adolescente tunisina di diciassette anni, per anni diagnosticata come disturbo di conversione o disturbo neurologico funzionale.

Decorso riportato. Esordio a nove anni, senza precedenti medici, con visione di linee bianche a rete e persistenza anomala delle immagini su tutto il campo visivo. Campo visivo, imaging retinico ed esame oculistico nella norma; elettroencefalogramma, analisi del liquido cerebrospinale e risonanza magnetica cerebrale senza anomalie. Ipotesi di origine psicogena e invio allo psichiatra, con diagnosi di disturbo neurologico funzionale e terapia cognitivo-comportamentale senza miglioramento. Negli anni successivi, consulti con più psichiatri senza miglioramento dei sintomi visivi, peggioramento progressivo e impatto rilevante sul rendimento scolastico. Comparsa di fenomeni entoptici, miodesopsie, puntini scintillanti, lampi luminosi, palinopsia, fotofobia e acufene. A diciassette anni, rinvio a neurologia e oculistica su indicazione dello psichiatra curante; ripetizione di tutti gli accertamenti, nuovamente negativi; diagnosi di sindrome della neve visiva. Trattamento con antiepilettici e farmaci antiemicranici inefficaci; integratori alimentari per ridurre lo stress; psicoterapia con recupero parziale. La diagnosi corretta ha migliorato la capacità di gestire i sintomi e il rendimento scolastico.

Incoerenza interna da segnalare. Il testo descrive la paziente come diciassettenne nell'introduzione e negli obiettivi, mentre nei risultati l'esordio è collocato a nove anni: le due indicazioni sono coerenti solo leggendo la prima come età alla diagnosi e la seconda come età all'esordio, ma l'abstract non lo esplicita.

Limiti. Caso singolo, in formato congressuale, con anamnesi ricostruita retrospettivamente su un arco di otto anni. Non è riportato se siano stati applicati formalmente i criteri diagnostici. Il miglioramento del rendimento scolastico dopo la diagnosi è un esito riferito, non misurato, e coincide con altre variabili non controllate — psicoterapia in corso, maturazione, cambio di contesto. Un caso non consente di stimare quanto frequentemente questo errore diagnostico si verifichi.

Conflitti d'interesse. Nessuno dichiarato.

Livello di evidenza. Caso clinico singolo. Nessun valore per stimare frequenze; valore documentale sul percorso diagnostico e sulle conseguenze di attribuire a una causa psicogena sintomi che non lo sono.

Abstract originale

Testo degli autori, riprodotto perché la licenza lo consente (Testo completo ripubblicabile, cc-by).

Introduction Visual snow syndrome (VSS) is a rare condition that presents as a form continuous visual disturbance that occupies the entire visual field, described as tiny flickering dots. Although VSS might be expressed in patients with migraine as visual aura, persistent VSS has been accepted as a distinct clinical entity. Symptoms of VSS commonly emerge in late adolescence and early adulthood, but it can affect people of any age. In the literature,a few cases of childhood VSS have been reported.The peculiarity of this condition is that it remains rare and challenging to diagnose. Objectives Here, we report an uncommon case of VSS in a Tunisian female adolescent aged 17 years, that has been misdiagnosed for years as Conversion Disorder/Functional Neurological Disorder. Methods A clinical history, neurological assessment and visual tests were performed, leading to the diagnosis VSS in a misdiagnosed 17-year-old Tunisian female. Results A nine-year-old girl with no prior medical history started experiencing symptoms of vision of white lines in a net and abnormal image persistence throughout her entire visual field. The patient initially consulted an ophthalmologist, then a neurologist. The patient’s visual field testing, retinal imaging, and eye examination were all within the normal range. Electroencephalography, cerebrospinal fluid analysis, and brain MRI revealed nothing unusual. The psychogenic origin was initially considered, and the patient was referred to a psychiatrist. The diagnosis of functional neurological disorder was established. The patient underwent cognitive behavioral therapy with no improvement.Over the next years, the patient consulted several psychiatrists, but her visual symptoms did not improve. Gradually, her symptoms worsened, with a significant impact on her academic performance. New symptoms such as entopic phenomena appeared, with floaters, sparkling dots, and luminous flashes associated with palinopsia and photophobia. A tinnitus was also associated. At the age of 17, and given the therapeutic impasse, her treating psychiatrist concluded that she needed to be referred back to neurology and ophthalmology. She had to undergo all the complementary tests again, which once more came back without abnormalities. The neurologist retained the diagnosis of VSS. The patient was put on anti-epileptic and migraine medications, which were ineffective. Food supplements were also prescribed to reduce stress. The patient underwent psychotherapy with partial recovery. Being correctly diagnosed helped her better cope with her symptoms. Her academic results substantially improved. Conclusions Despite its rarity, VSS should be taken into consideration in any patient whose vision has been continuously pixelated. More research is required to pinpoint the actual cause of this condition. Beyond its difficult diagnosis, the pathogenesis is uncertain, which the treatment plan problematic as well. Disclosure of Interest None Declared

Dati bibliografici

Tipo
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Testo completo ripubblicabile (cc-by)
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1
OpenAlex
W4414207825
DOI
10.1192/j.eurpsy.2025.1810

Autori

  1. L. S. Chaibiautore di riferimentoHôpital Razi de La Manouba
  2. Souheil HallitORCID 0000-0001-6918-5689Holy Spirit University of Kaslik
  3. S. MajoulRazi Hospital
  4. M. CheourTunis El Manar University
  5. S. ElliniORCID 0000-0001-9591-6027Tunis El Manar University
  6. M. BouchendiraHôpital Razi de La Manouba
  7. Feten Fekih‐RomdhaneORCID 0000-0002-2569-8017Tunis El Manar University

Come citare questo lavoro

L. S. Chaibi, Souheil Hallit, S. Majoul, et al.. Delayed diagnosis of Visual Snow Syndrome due to misdiagnosis as conversion disorder : a rare case report. European Psychiatry. 2025. doi:10.1192/j.eurpsy.2025.1810

Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.

Da dove viene questa scheda

  • OpenAlex"visual snow syndrome"gruppo Nucleo · 4 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow"gruppo Nucleo · 4 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND ("quality of life" OR disability)gruppo Clinica · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (migraine OR aura)gruppo Clinica · 4 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (neuroimaging OR fMRI OR PET OR MRI)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (tinnitus OR HPPD)gruppo Clinica · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (treatment OR therapy OR pharmacological)gruppo Clinica · 4 agosto 2026

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