Archivio · Tipo non classificato · 2014

«Neve visiva» e persistenza delle immagini postume: vanno riconosciute come una nuova sindrome visiva?

Should 'visual snow' and persistence of after-images be recognised as a new visual syndrome?

A.-C. Bessero, G. T. Plant

Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry

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In italiano

Sintesi originale di Visual Snow Italia, generata automaticamente dal solo abstract, non ancora rivista. Non è una traduzione dell'abstract: per il testo dell'editore vale il collegamento qui sopra.

In breve

Uno dei lavori che ha aperto la strada: ventisette cartelle cliniche di un ambulatorio neuro-oftalmologico, riviste per capire se questi fenomeni visivi meritassero un nome proprio. Gli autori denunciano il costo di non averlo: indagini inutili e trattamenti inappropriati.

Spiegato con parole semplici

Questo lavoro del 2014 pone una domanda che oggi sembra ovvia ma allora non lo era: la neve visiva e la persistenza delle immagini postume vanno riconosciute come una sindrome a sé?

Il punto di partenza è pratico e riguarda direttamente i pazienti. Gli autori osservano che il fenomeno, pur raramente registrato nella letteratura medica, produce una condizione visiva angosciante e porta spesso a indagini non necessarie e a trattamenti inappropriati. Compromette la vita quotidiana, in particolare rendendo difficile leggere, mettere a fuoco e svolgere altri compiti visivi.

Sono state riviste le cartelle di ventisette pazienti, indirizzati all'ambulatorio neuro-oftalmologico fra il 2005 e il 2010 per fenomeni visivi positivi non classificati. Tutti hanno avuto un'anamnesi accurata e una visita oftalmologica completa; la maggior parte anche esami elettrofisiologici e neuroimmagini.

Di questi, tre avevano un disagio visivo post-traumatico soprattutto in presenza di luce intensa, uno riferiva un fosfene nel campo visivo centrale, e ventitré lamentavano neve visiva o immagini postume intrusive senza alcuna causa scatenante nota. Fra questi ultimi, venti avevano neve visiva e tre solo immagini postume persistenti.

La descrizione che i venti pazienti davano era notevolmente costante: una visione «granulosa», «puntinata» o «pixelata» che interessava l'intero campo visivo di entrambi gli occhi in modo uguale. Il paragone ricorrente era con la «neve» di un televisore analogico senza segnale — da cui il nome. I sintomi erano continui con qualche fluttuazione, spesso variabile al cambiare dell'illuminazione ambientale.

Nota sui nostri dati: la copia dell'abstract raccolta dalle banche dati si interrompe a questo punto. Le conclusioni degli autori vanno lette sull'articolo originale.

Analisi tecnica: metodo, risultati e limiti

Metodo. Revisione retrospettiva di cartelle cliniche. Ventisette pazienti indirizzati a un ambulatorio neuro-oftalmologico fra il 2005 e il 2010 per fenomeni visivi positivi non classificati. Tutti sottoposti ad anamnesi accurata e visita oftalmologica completa; la maggior parte anche a valutazione elettrofisiologica e neuroimmagini.

Risultati. Tre pazienti con disagio visivo post-traumatico accentuato dalla luce intensa; uno con fosfene nel campo visivo centrale; ventitré con neve visiva o immagini postume intrusive senza fattore precipitante noto. Fra questi: venti con neve visiva con o senza persistenza di immagini postume, tre con sole immagini postume persistenti. Descrizione fenomenologica costante nei venti: visione granulosa, puntinata o pixelata su tutto il campo visivo di entrambi gli occhi in modo uguale, continua con fluttuazioni legate all'illuminazione ambientale.

Limiti. Serie di casi retrospettiva senza gruppo di controllo, raccolta in un singolo ambulatorio specialistico: descrive chi è stato inviato lì, non la popolazione. Ventisette pazienti sono pochi, e i sottogruppi ancora meno. Non essendoci criteri diagnostici all'epoca, la classificazione dipende dal giudizio degli autori. La copia dell'abstract nel nostro archivio è troncata prima delle conclusioni: non riportiamo ciò che non possiamo leggere.

Livello di evidenza. Serie di casi retrospettiva. Il suo valore è storico e descrittivo — ha contribuito a far riconoscere la condizione — non probatorio.

Abstract originale

L'abstract esiste ma non lo riproduciamo: i diritti su questo lavoro sono solo metadati ripubblicabili, e ripubblicarlo sarebbe una violazione del copyright. Si legge sul sito dell'editore

Dati bibliografici

Tipo
Tipo non classificato
Revisione paritaria
Revisione non verificata
Accesso
Ad accesso limitato
Riutilizzo
Solo metadati ripubblicabili
Citazioni registrate
50
OpenAlex
W2170102890
PMID
24610941
DOI
10.1136/jnnp-2013-306827

Autori

  1. A.-C. Besseroautore di riferimentoMoorfields Eye Hospital NHS Foundation Trust
  2. G. T. PlantSt Thomas' Hospital

Come citare questo lavoro

A.-C. Bessero, G. T. Plant. Should 'visual snow' and persistence of after-images be recognised as a new visual syndrome?. Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry. 2014. doi:10.1136/jnnp-2013-306827

Cita sempre il lavoro originale, non questa pagina: l'archivio è un indice, gli autori sono altri.

Da dove viene questa scheda

  • OpenAlex"visual snow"gruppo Nucleo · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (electrophysiology OR VEP OR EEG)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (neuroimaging OR fMRI OR PET OR MRI)gruppo Meccanismi · 3 agosto 2026
  • OpenAlex"visual snow" AND (treatment OR therapy OR pharmacological)gruppo Clinica · 3 agosto 2026

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