Il bias di selezione è una distorsione che nasce prima ancora che lo studio cominci: le persone che vi partecipano differiscono sistematicamente da quelle che si vorrebbe rappresentare, e i risultati descrivono le prime mentre sembrano descrivere le seconde.
Nella ricerca sulla Visual Snow Syndrome ci sono almeno tre vie per cui questo accade, e conviene riconoscerle. I partecipanti si auto-selezionano rispondendo a un annuncio online: chi ha sintomi più intensi ha più motivi per rispondere. Provengono da centri specialistici, dove arrivano i casi più complessi. Oppure una parte di loro non completa il follow-up, e chi abbandona raramente somiglia a chi resta.
Non è un difetto morale di chi conduce la ricerca: su una condizione rara, reclutare online è spesso l'unico modo. È però la ragione per cui una percentuale letta in uno studio va accompagnata dalla domanda «fra chi?», e per cui numeri diversi che arrivano da studi diversi possono essere entrambi corretti e non confrontabili.